Il packaging per l’e-commerce cresce a +5,85% ogni anno in Italia — il ritmo più alto di tutti i segmenti del settore imballaggi.
Se c’è un segmento del packaging che non conosce crisi, è quello legato all’e-commerce. Mentre altri comparti hanno vissuto anni di alti e bassi, il packaging per le spedizioni online ha continuato a crescere in modo strutturale e prevedibile.
Il motivo è semplice: ogni pacco spedito ha bisogno di un imballaggio. E i pacchi spediti in Italia crescono ogni anno, trascinati da un mercato e-commerce che nel 2026 vale 58,8 miliardi di euro.
I numeri del mercato: quanto vale e dove sta andando
Il packaging per l’e-commerce è il segmento con il CAGR più alto di tutta l’industria degli imballaggi in Italia: +5,85% ogni anno, il valore più elevato tra tutti i formati e segmenti del mercato.
A livello globale, il mercato degli imballaggi per l’e-commerce valeva 89 miliardi di dollari nel 2026 e si prevede raggiunga i 168 miliardi entro il 2031, con un CAGR del 13,62%.
I principali dati 2026 (fonti: Mordor Intelligence, ACIS/Ipsos Doxa, Istituto Italiano Imballaggio):
➡️ 58,8 mld € — valore del mercato e-commerce italiano
➡️ +5,85% — CAGR annuo packaging e-commerce (il più alto del settore)
➡️ 50,35% — quota di mercato del cartone ondulato nell’e-commerce packaging
➡️ 57% — aziende utilizzatrici con acquisti di ondulato in crescita
➡️ 75% — consumatori italiani: i pacchi online sono la principale occasione di contatto col cartone
➡️ 72% — acquirenti online: la qualità del packaging influenza la fiducia nel brand
➡️ +2,2% — crescita produzione cartone ondulato in Italia nel 2024
Il re indiscusso: il cartone ondulato
Perché il cartone domina
Il cartone ondulato detiene il 50,35% della quota di mercato e-commerce packaging. Tre ragioni fondamentali: la riciclabilità percepita e reale (92,5% di tasso di riciclo in Italia), la resistenza strutturale nei molteplici punti di contatto della spedizione, e la superficie di stampa che trasforma la scatola in un touchpoint di branding.
Le innovazioni di formato
RSC (Regular Slotted Container). La scatola tradizionale con alette sovrapposte. La più diffusa e più economica, ideale per volumi grandi e prodotti che richiedono robustezza. Svantaggio: spesso sovradimensionata rispetto al prodotto.
Mailer box. Scatola con coperchio a incastro, chiusa senza nastro. Formato preferito per il DTC: si apre con facilità, aspetto premium, si presta a personalizzazioni grafiche curate. Molto usata nel fashion, cosmetici, alimentari artigianali.
Scatole autobloccanti. Si assemblano senza colla né nastro. CAGR del 5,48% entro il 2031, spinte dai brand e-commerce che cercano assemblaggio rapido e migliore unboxing experience.
Buste postali in cartone. Leggere, sottili, fondo rigido. Per libri, documenti, prodotti piatti che non richiedono protezione dagli urti ma devono arrivare integri e non piegati.
Il fattore “unboxing”: quando il packaging diventa marketing
Il 72% degli acquirenti online afferma che la qualità dell’imballaggio influenza direttamente la fiducia nel brand. L’unboxing — immortalato da milioni di video sui social — ha trasformato la scatola da contenitore funzionale a touchpoint di marketing.
Chi compra online non vede il punto vendita, non interagisce con il personale, non tocca il prodotto prima dell’acquisto. L’imballaggio che arriva a casa è il primo — e spesso unico — contatto fisico tra il brand e il cliente. Per il distributore B2B questo significa che il cliente non cerca solo “una scatola che regge il trasporto”: cerca un packaging che comunichi il posizionamento del brand.
Il problema dello spazio vuoto (void fill)
Una delle voci di costo più sottovalutate nel packaging e-commerce è il materiale di riempimento. I sistemi di riempimento e ammortizzazione crescono a un CAGR del 15,95% entro il 2031 — il tasso più alto di tutti i segmenti. La spinta: più prodotti fragili spediti online, riduzione dei resi per danni.
Le soluzioni disponibili
▶ Carta crespa kraft — la più sostenibile e versatile. Completamente riciclabile, aspetto naturale. Ideale per e-commerce eco o premium.
▶ Air pillow — cuscini d’aria in film plastico. Leggerissimi ed economici. Limite: sostenibilità percepita bassa.
▶ Pluriball — classico per prodotti fragili. Esistono versioni in carta con effetto bubble, più sostenibili.
▶ Inserti in cartone sagomato — soluzione premium. Mantiene il prodotto nella posizione esatta, alta qualità di presentazione.
▶ Chips in amido di mais — biodegradabili e compostabili. Si sciolgono in acqua, nessun residuo.
Il packaging flessibile nell’e-commerce
Accanto al cartone cresce rapidamente il segmento delle soluzioni flessibili: buste imbottite, poly mailer, sacchetti in carta, buste in film biodegradabile. Il vantaggio principale è il peso: una busta flessibile pesa una frazione di una scatola equivalente, con risparmi diretti sui costi di spedizione (calcolati al peso dal corriere).
Le bioplastiche nell’e-commerce packaging cresceranno a un CAGR del 14,72% fino al 2031 — il tasso più alto tra tutti i materiali del segmento.
L’impatto del PPWR sull’e-commerce packaging
Il Regolamento UE 2025/40 (PPWR) ha implicazioni dirette per il packaging destinato alle spedizioni online. La più rilevante: dal 1° gennaio 2030, lo spazio non occupato dal prodotto non potrà superare il 50% del volume totale dell’imballaggio.
Per molti e-commerce — abituati a usare poche taglie di scatola standard riempiendo lo spazio con void fill — questo significa ripensare radicalmente l’approccio. Scatole delle “dimensioni giuste” per ogni prodotto, o sistemi di scatole on-demand formate automaticamente sul singolo ordine.
Sul fronte della riciclabilità: buste multistrato non separabili, film accoppiati plastica-plastica, compositi carta-PE — tutte soluzioni diffusissime nel packaging e-commerce — devono essere valutate rispetto ai requisiti di classe A, B o C dal 2030.
L’AI nell’ottimizzazione del packaging e-commerce
L’intelligenza artificiale entra nel packaging e-commerce con l’ottimizzazione del formato della scatola in tempo reale: sistemi che, per ogni ordine, calcolano automaticamente la scatola ottimale in dimensioni e resistenza, riducendo il void fill e minimizzando il materiale usato.
I risultati sono misurabili: i centri di distribuzione che investono in strumenti AI per la selezione delle scatole riducono l’utilizzo del cartone ondulato del 12%. Una riduzione che impatta sui costi — meno materiale acquistato, meno peso da spedire — e sulla conformità al limite del 50% di spazio vuoto.
Quick commerce e grocery online: esigenze specifiche
Tra i segmenti a crescita più rapida, grocery online e quick-commerce crescono a un CAGR del 14,55% tra il 2026 e il 2031. Le esigenze di packaging sono molto diverse dall’e-commerce tradizionale: prodotti di peso e fragilità diversissimi nello stesso ordine, separazione termica tra prodotti refrigerati e a temperatura ambiente, tempi di consegna ravvicinati.
Questo segmento ha bisogno di soluzioni specifiche — liner isotermici, gel pack, separatori — che si aggiungono alle scatole di cartone standard.
Le opportunità per chi distribuisce imballaggi B2B
Un catalogo orientato all’e-commerce
Per un distributore B2B, presidiare il segmento e-commerce significa prima di tutto avere un catalogo adeguato: mailer box per il DTC, buste postali in carta per i prodotti piatti, soluzioni di void fill sostenibili, buste flessibili per prodotti non fragili, nastri personalizzabili. La gamma deve coprire non solo il prodotto, ma la soluzione.
La personalizzazione come leva commerciale
Il 79% dei consumatori italiani associa il cartone ondulato a protezione e resistenza. Il 75% cita i pacchi online come principale occasione di contatto con questo materiale. Ogni pacco ricevuto è un’occasione di contatto con il brand del mittente. Chi offre ai propri clienti la personalizzazione delle scatole aggiunge valore concreto, misurabile nell’esperienza del consumatore finale.
Il PPWR come opportunità commerciale
Le scadenze del PPWR — in particolare il limite del 50% di spazio vuoto dal 2030 — stanno già spingendo molti e-commerce a rivedere i propri formati. Chi distribuisce imballaggi e sa aiutare i propri clienti a mappare il void fill attuale, identificare i formati inefficienti e proporre alternative conformi è un interlocutore strategico, non un semplice fornitore di cartone.
Conclusione
Il packaging per l’e-commerce non è un segmento di nicchia: è il motore di crescita più consistente dell’industria degli imballaggi in Italia. Cresce strutturalmente, è meno ciclico di molti altri comparti, e porta con sé una domanda sempre più evoluta.
Per chi distribuisce imballaggi nel B2B, il 2026 è il momento giusto per rafforzare la presenza in questo segmento: con il catalogo adatto, la competenza normativa necessaria e la capacità di affiancare i clienti nella transizione verso formati più efficienti e più conformi.








