Dopo i forti rincari del 2022 e i cali del 2023-2024, il mercato della carta e del cartone ondulato è ancora volatile.
Un’analisi delle dinamiche di prezzo aggiornata al 2026 — con energia, dazi e nuova normativa — per aiutare i clienti B2B a pianificare gli acquisti.
Chi acquista carta e cartone per uso professionale lo sa: gli ultimi quattro anni sono stati una montagna russa. Prima i rincari vertiginosi del 2021-2022, alimentati dalla ripresa post-Covid e dall’esplosione dei costi energetici. Poi i cali del 2023 e del 2024, quando la domanda si è contratta e i prezzi hanno restituito parte di quanto guadagnato. Oggi, nel 2026, il mercato non è tornato alla stabilità di un tempo — e probabilmente non ci tornerà presto.
Capire cosa sta succedendo, e perché, è essenziale per chiunque gestisca acquisti di imballaggi in carta e cartone.
Il punto di partenza: cosa è successo dal 2021 a oggi
Per capire il 2026, bisogna ricordare da dove si viene.
Tra la metà del 2021 e il picco del 2022, i prezzi del cartone ondulato in Italia hanno raggiunto livelli record, superando in alcuni momenti i 950 €/tonnellata. I fattori erano noti e si alimentavano a vicenda: la ripresa economica globale gonfiava la domanda di imballaggi per l’e-commerce e la logistica; la guerra in Ucraina faceva esplodere i costi del gas; la carta da macero — materia prima fondamentale per il cartone riciclato — diventava sempre più cara per effetto della domanda asiatica.
Nel 2023 è arrivata la correzione. La domanda di carta per imballaggi in Europa è calata, complice il rallentamento economico generale. I prezzi delle materie prime si sono ridimensionati. Secondo i dati dell’Osservatorio di Italia Imballaggio, nel quarto trimestre del 2023 i prezzi delle principali carte e cartoni per imballaggio continuavano il trend in calo già evidenziato nei primi nove mesi dell’anno. Il fatturato del settore cartotecnico italiano è diminuito del 5,5% nel 2023, con la produzione in calo del 5,8%.
Il 2024 ha portato una parziale stabilizzazione, ma non una vera ripresa. E il 2025 ha chiuso con un nuovo segno negativo: secondo le statistiche preliminari di Cepi (la Confederazione europea dell’industria cartaria), la produzione europea di carta e cartone è diminuita dell’1,5% nel 2025 rispetto al 2024.
La situazione nel 2026: tre fattori da tenere d’occhio
1. I costi energetici restano il nodo principale
Il settore cartario è tra i più energivori dell’industria manifatturiera europea. E i costi dell’energia, pur scesi dai picchi del 2022, restano su livelli storicamente elevati.
I costi dell’energia per i produttori italiani di carta e cartone sono ancora circa il doppio rispetto al periodo pre-crisi. I prezzi dell’ETS (il sistema europeo di scambio delle quote di emissione) sono quadruplicati rispetto al pre-Covid. A dirlo, a inizio 2026, è il Presidente di Assocarta Lorenzo Poli, che non usa mezzi termini: senza interventi strutturali su energia e difesa commerciale, il rischio di una deindustrializzazione del settore è concreto.
Una nota positiva arriva dal DL Bollette, approvato dal governo italiano nel 2026: Assocarta ha accolto con soddisfazione il provvedimento, che include una misura per istituire un servizio di liquidità finalizzato ad annullare il differenziale tra il mercato italiano del gas (PSV) e quello del Nord Europa (TTF), a cui sono agganciati i contratti dei competitor europei.
2. I dazi USA: un effetto indiretto ma reale
A prima vista, i dazi americani sembrano lontani dal mercato della carta italiana. In realtà, il loro impatto è concreto, anche se indiretto.
I dazi imposti dall’amministrazione Trump nel 2025 — stabilizzati poi al 15% sui prodotti europei con l’accordo di luglio 2025 — hanno frenato le esportazioni europee verso gli Stati Uniti. Questo rallentamento colpisce i settori manifatturieri che usano imballaggi in carta e cartone: meno export significa meno produzione, e meno produzione significa meno domanda di imballaggi.
C’è però un effetto collaterale da monitorare: i dazi USA spingono i produttori asiatici a cercare nuovi sbocchi in Europa. Se carta e cartone provenienti dall’Asia vengono dirottati sul mercato europeo a prezzi aggressivi, questo potrebbe esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, ma anche creare distorsioni competitive per i produttori europei che operano con standard più alti.
3. La nuova capacità produttiva e i prezzi del macero
Sul lato dell’offerta, il mercato sta assorbendo nuova capacità produttiva legata al cartone riciclato. Dal 1° aprile 2025 sono entrati in produzione circa 1,4 milioni di tonnellate di nuova capacità nominale di cartone ondulato riciclato, con ulteriori 1,03 milioni di tonnellate previsti nel corso del 2026. Questo aumento di offerta ha un effetto calmierante sui prezzi, ma non elimina la volatilità strutturale del mercato.
Quanto ai prezzi effettivi rilevati in Italia, i dati più recenti mostrano un quadro in risalita rispetto ai minimi del 2024:
Kraftliner non sbiancato: circa +€32,50/tonnellata rispetto allo stesso periodo del 2024.
Testliner: circa +€27,50/tonnellata rispetto allo stesso periodo del 2024.
Un rincaro significativo, ma ancora lontano dai livelli record del 2022.
Cosa c’entra il PPWR con i prezzi della carta
Dal 12 agosto 2026 entra in applicazione il Regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi (PPWR — Packaging and Packaging Waste Regulation). Non si tratta di un fattore di prezzo diretto, ma le sue implicazioni sul mercato della carta sono reali.
Il regolamento introduce, tra le altre cose, il divieto di imballaggi con spazio vuoto superiore al 50% del volume per le spedizioni e-commerce. Questo significa che molte aziende dovranno ricalibrare i propri formati, passando a scatole più piccole e adatte al contenuto. Il risultato netto, nel breve periodo, potrebbe essere una riduzione dei volumi di cartone acquistato per singola spedizione — ma anche una domanda più frammentata e diversificata di formati.
Sul lato positivo per il settore: il regolamento favorisce esplicitamente i materiali cellulosici rispetto alla plastica. L’Italia è il secondo produttore europeo di cartone ondulato e nel 2024 il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici ha raggiunto il 92,5%, già oltre i target UE al 2030.
Come pianificare gli acquisti in un mercato volatile
In un contesto come questo — prezzi in risalita ma incerti, costi energetici ancora elevati, nuova normativa in arrivo — come dovrebbe comportarsi chi acquista carta e cartone per uso professionale?
Non aspettare il minimo. Chi ha atteso il momento ideale per acquistare nei momenti di calo del 2023-2024 ha spesso sbagliato i tempi. I mercati delle commodity non telefonano. Meglio costruire una strategia di acquisto frazionata nel tempo, che riduce l’esposizione ai picchi senza scommettere sul timing perfetto.
Diversificare i fornitori. La concentrazione su un unico fornitore espone a rischi di continuità. Chi ha due o tre interlocutori affidabili può giocare su più tavoli e reagire più rapidamente alle variazioni di mercato.
Monitorare i segnali anticipatori. Il prezzo del gas naturale, il costo della carta da macero (rilevato mensilmente dalla Camera di Commercio di Milano), e l’andamento della produzione industriale europea sono i tre indicatori da tenere d’occhio. Si muovono prima che i prezzi finali si adeguino.
Considerare i formati alla luce del PPWR. Chi deve adeguare i propri imballaggi alla normativa 2026 ha un’opportunità di razionalizzare il parco formati, eliminando referenze inefficienti e riducendo complessivamente i costi di acquisto.
Il mercato della carta e del cartone nel 2026 è più complesso di quanto fosse prima del 2020. I prezzi sono risaliti dai minimi del 2024, ma non sono tornati ai picchi del 2022. L’energia resta cara, i dazi USA introducono nuove variabili geopolitiche, la nuova capacità produttiva esercita pressioni al ribasso, la normativa PPWR ridisegna le esigenze di formato.
In questo scenario, la pianificazione degli acquisti non può più basarsi solo sull’esperienza e sull’intuito. Richiede dati, monitoraggio e — soprattutto — un interlocutore che conosca il mercato e sappia tradurre i segnali macroeconomici in decisioni operative concrete.
SIA Imballaggi supporta i propri partner con strumenti, informazioni e soluzioni per competere meglio in un mercato in continua evoluzione.
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