Il 6 settembre 2026 entra per la prima volta nel calendario internazionale come World Packaging Day
la Giornata Mondiale del Packaging istituita dalla World Packaging Organisation (WPO). Un’occasione per ricordare che l’imballaggio non è solo un costo o un obbligo normativo: è uno degli strumenti più potenti che l’umanità abbia mai inventato per proteggere il cibo, la salute e la qualità della vita di otto miliardi di persone.
In questi mesi abbiamo parlato molto di normative, scadenze, obblighi e sanzioni. PPWR, PFAS, dichiarazioni di conformità, fascicoli tecnici, classi di riciclabilità. Tutto necessario, tutto urgente.
Ma il 6 settembre ci fermiamo un momento per ricordare perché il packaging esiste. Non per rispettare un regolamento. Per proteggere. Per conservare. Per rendere possibile che un pomodoro coltivato in Sicilia arrivi intatto su una tavola a Milano, che un medicinale prodotto in Germania sia sicuro da aprire a Lisbona, che un alimento confezionato in Italia possa essere esportato in Giappone senza deteriorarsi nel viaggio.
Come nasce il World Packaging Day
La World Packaging Organisation (WPO) è l’unica organizzazione internazionale che rappresenta l’intera filiera del packaging a livello globale. Fu fondata il 6 settembre 1968 a Tokyo — cinquantotto anni fa — con la missione di migliorare la qualità della vita attraverso imballaggi migliori per più persone: “better quality of life through better packaging for more people”.
La scelta di quella data come Giornata Mondiale del Packaging non è casuale: è un atto di memoria e di identità per un settore che ha costruito, nell’arco di quasi sessant’anni, le fondamenta silenziose della distribuzione globale dei beni.
La prima edizione del World Packaging Day, il 6 settembre 2026, non è un unico grande evento centralizzato. È una grande iniziativa diffusa: associazioni, imprese, università, istituzioni e operatori della filiera in tutto il mondo sono invitati a organizzare le proprie attività — conferenze, programmi formativi, open house, visite agli stabilimenti, progetti di sostenibilità e campagne di sensibilizzazione — sotto l’identità comune del World Packaging Day e con l’hashtag #worldpackagingday.
Come ha sottolineato Luciana Pellegrino, Presidente della WPO: il packaging è presente in ogni aspetto della vita quotidiana e rappresenta un elemento essenziale per garantire alimenti più sicuri, filiere più sostenibili, comunità più sane ed economie più forti.
I quattro temi della prima edizione
Il World Packaging Day 2026 si articola attorno a quattro temi guida, che insieme restituiscono la complessità e la rilevanza del packaging nella società contemporanea.
Packaging for Progress — per la salute, la sicurezza e l’accessibilità
Gli imballaggi proteggono la salute. Non è una metafora: un blister farmaceutico che mantiene sterile un medicinale, un sacchetto per infusioni che non cede sostanze al contenuto, un contenitore per alimenti che impedisce la contaminazione batterica sono tecnologie che salvano vite ogni giorno. In molte parti del mondo, l’accesso a imballaggi sicuri è ancora una delle principali sfide sanitarie.
Il tema Packaging for Progress vuole mettere al centro questa dimensione: il packaging come strumento di progresso civile, non di consumismo. È un cambio di prospettiva necessario in un dibattito che spesso si concentra solo sull’impatto ambientale degli imballaggi, dimenticando l’impatto — positivo e insostituibile — che hanno sulla sicurezza alimentare e sanitaria.
Packaging Against Food Waste — contro lo spreco alimentare
Si stima che circa il 30% del cibo prodotto nel mondo vada sprecato. Una parte significativa di quello spreco avviene durante la distribuzione e la conservazione — e un packaging inadeguato è spesso la causa diretta.
Un imballaggio progettato bene — con la barriera giusta, nelle dimensioni giuste, con la shelf life appropriata — può ridurre gli sprechi alimentari in modo significativo. Le vaschette in atmosfera modificata, i film barriera per i prodotti freschi, le confezioni in alluminio che mantengono inalterate le proprietà organolettiche degli alimenti per mesi: sono tutte tecnologie di packaging al servizio della riduzione dello spreco.
Paradossalmente, rinunciare all’imballaggio per “essere più sostenibili” può aumentare lo spreco alimentare — che ha un impatto ambientale molto maggiore dell’imballaggio che lo avrebbe prevenuto.
Packaging and Economic Growth — motore dell’economia
Il packaging è un settore economico di primo piano. In Italia, nel 2024, sono state immesse sul mercato 17,26 milioni di tonnellate di imballaggi, con una crescita dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Il comparto della trasformazione degli imballaggi — tra produzione di materiali, macchine e servizi — vale decine di miliardi di euro e dà lavoro a centinaia di migliaia di persone.
Ma il contributo economico del packaging va ben oltre il settore stesso. Senza imballaggi adeguati, non esisterebbe la distribuzione moderna. Non esisterebbe l’export agroalimentare italiano — il primo prodotto di esportazione del Paese — né l’e-commerce, né la grande distribuzione. Il packaging è l’infrastruttura invisibile che rende possibile il commercio globale.
Come evidenziato nel nostro approfondimento sul packaging per l’e-commerce, il segmento delle spedizioni online cresce a +5,85% all’anno in Italia — il ritmo più alto di tutto il settore — e genera una domanda sempre più sofisticata di soluzioni di imballaggio.
Packaging and Sustainability — verso l’economia circolare
Il quarto tema è quello che più risuona con il dibattito attuale. Il packaging è al centro della transizione verso l’economia circolare — e i risultati italiani in questo senso sono tra i migliori d’Europa.
Il tasso di riciclo complessivo degli imballaggi in Italia ha raggiunto il 76,7% nel 2024. La carta e il cartone superano il 92,5%. L’alluminio raggiunge il 69,5% per gli imballaggi e il 92,8% per le lattine — superando la media europea dei Paesi con il deposito cauzionale. L’Italia è il secondo produttore europeo di cartone ondulato e il primo per riciclo organico degli imballaggi compostabili.
Sono risultati di cui essere orgogliosi — e che dimostrano che packaging sostenibile e packaging efficace non sono obiettivi in conflitto.
L’Italia nella WPO: un ruolo da protagonista
L’Italia non è solo un osservatore di questa giornata: è stata parte attiva nella sua creazione. Il concept del World Packaging Day è stato sviluppato con il supporto dell’Istituto Italiano Imballaggio, membro italiano della WPO, rappresentato dalla sua Communication Manager Alessandra Alessi. Il logo della giornata è stato disegnato dal designer brasiliano Giovanni Vannucchi.
Non è una coincidenza che l’Italia abbia giocato un ruolo chiave in questa iniziativa. Il sistema italiano del packaging — fatto di produttori, distributori, riciclatori, consorzi e centri di ricerca — è uno dei più avanzati e completi d’Europa. Una filiera che vale miliardi, che dà lavoro a decine di migliaia di persone e che ha costruito nel tempo un know-how tecnico e normativo senza pari.
Cosa significa il packaging davvero
In un anno in cui il packaging è stato al centro di un’attenzione normativa senza precedenti — il PPWR, i PFAS, le dichiarazioni di conformità, i divieti sul monouso — il World Packaging Day arriva come un promemoria necessario.
Il packaging non è il nemico dell’ambiente. È uno strumento. Come tutti gli strumenti, può essere usato bene o male. Può essere progettato per minimizzare l’impatto o per ignorarlo. Può essere comunicato onestamente o in modo ingannevole. Può essere parte del problema o parte della soluzione.
Chi lavora ogni giorno nel settore degli imballaggi — chi progetta le scatole, chi produce i materiali, chi distribuisce le soluzioni, chi gestisce la raccolta e il riciclo — lo sa già. Sa che dietro ogni imballaggio c’è una scelta tecnica, economica e spesso etica. Sa che fare bene questo lavoro significa contribuire, concretamente, a un sistema alimentare più sicuro, a meno sprechi, a un’economia più circolare.
Il World Packaging Day è l’occasione per dirlo ad alta voce.
Come partecipare
La WPO invita tutti gli attori della filiera — aziende, associazioni, università, istituzioni — a organizzare le proprie iniziative per il 6 settembre. Non è previsto un unico format: ogni realtà può scegliere come celebrare e comunicare il valore del packaging, dalla conferenza all’open house, dal post sui social alla campagna di sensibilizzazione interna.
Il sito ufficiale dell’iniziativa è worldpackaging.org/WPD. L’hashtag ufficiale è #worldpackagingday.
Il 6 settembre 2026 è una data nuova nel calendario del settore — e una data importante. Per la prima volta, gli imballaggi hanno la loro giornata internazionale. Non per celebrare un’industria, ma per raccontare un valore: quello di un materiale, di una tecnologia, di un sistema che ogni giorno, in modo silenzioso e invisibile, rende possibile la vita moderna.
Buon World Packaging Day a tutta la filiera italiana.
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